Meandro

Nata dalla musica di Fabrizio De Andrè «Vecchie città» con le parole modificate da Guido Sollazzi nel 1987. È diventata, per il suo facile ritmo ed orecchiabilità delle parole uno dei cavalli di battaglia degli speleologi della "Commissione". Anche componenti di altri gruppi non disdegnano di cantarla nei loro ritrovi conviviali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Testo della Canzone

Nelle grotte dove l'acqua del nevaio, segue il meandro, quattro disgraziati carichi di sacchi stanno esplorando.

 

Una gamba qua, una gamba là, sempre in spaccata, messi de profilo, con la gola suta e la tuta slavazzata.

 

Loro trovan là, la felicità dentro all'abisso, a spittar pareti, a forzar meandri sempre più in basso.

 

Loro sono là, solo per passion estate e inverno, in esplorazione a trovare pozzi fino all'inferno.

Quando lo faremo questo meno mille o per Giunone! siamo troppo stufi di fermarci sempre sopra un sifone.

 

Non li giudicar, non li criticar da sapientone, pur se sono grezzi sono sempre soci, soci della Commissione.

 

Pur se sono grezzi sono sempre soci, soci della Commissione.