Campo Canin 2019

canin esplorazione 3Si è tenuto anche quest’anno, dal 3 al 18 agosto, il campo estivo in Canin, questa volta a ranghi ridotti come mai prima. La prima settimana ha visto infatti all’opera sugli altipiani di Pala Celar solo due speleologi, numero raddoppiato solo nella seconda settimana. Nonostante l’esiguità delle forze sommata al tempo e alle energie perse per il trasporto di materiali e viveri “a spalla”, i risultati non sono mancati. I “quattro gatti” operanti, assillati pure da numerose giornate di tempo incerto e da qualche piccolo problema fisico, hanno comunque effettuato numerose uscite nelle grotte previste.

Alla Grotta del Neofita sono state tre le sortite: una di riarmo e rilievo e due per rendere più agevole la progressione fino a meno 80, dove solo l’aria riesce a proseguire in un meandrino che sarà prossimamente oggetto di pesanti attenzioni.

Nel Buco del Pentolino, buchetto posizionato proprio sotto al campo caratterizzato da un curioso respiro gelido, si è approfittato di una giornata di maltempo per una sessione di allargamento che non ha dato però i risultati sperati.

È alla Grotta del Giglio comunque che si sono avuti i risultati più interessanti. È stata meta di una veloce uscita di disarmo e rilievo in un ramo laterale e, soprattutto, di tre faticose “punte” in profondità. Nella prima si è messo in sicurezza l’ingresso del meandro raggiunto nel 2018 mediante il disgaggio di un paio di enormi lastre instabili. Nella seconda uscita si è provveduto a “smussare” con pazienza i passaggi più angusti negli otto metri che portano alla perfida curva che nella terza e ultima uscita ha richiesto diverse ore di attenzioni prima di lasciare passare il più magro a verificare se la grotta effettivamente continuasse. Sono servite poi ancora un paio di ore di lavoro affinché la strettoia, aggredita su due fronti, lasciasse passare anche gli altri nei nuovi ambienti. Questi sono costituiti da una saletta con il pavimento inciso da un meandro che “sfonda” in una vasta sala, alla base della quale si trova da un lato un ampio arrivo, dall’altro una sala ingombra da massi di frana tra i quali si intravede il meandro correre via verso l’ignoto. “Il Giglio continua!” … il pensiero satura l’aria, come il desiderio di andare avanti. “Dove andate senza di noi?” sembra però riecheggiare dall’oscurità la voce degli esploratori “storici”, assenti loro malgrado. Questo pensiero, sommato all’ora tarda nell’ultimo giorno di esplorazione costringeva i presenti a prendere una dolorosa decisione: il dover rinviare l’ulteriore esplorazione dei nuovi ambienti ad altra occasione. Tre ore dopo nella notte stellata si poteva sentire una voce scandire: “Il Giglio chiude!”. 

P.S.: è stato grazie a uno degli “storici” riuscito a salire in extremis con altri due amici, che la domenica è stato possibile smontare il campo e riportare tutto a valle.

Partecipanti in ordine di apparizione: Giorgio Zanutto, Paolo “Papo” Alberti, Christian Giordani, Daniela Perhinek, Andrea Chiorri, Andrea Canu, Elia Bugatto.

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