La "Kleine Berlin" è il più esteso complesso di gallerie sotterranee, risalenti alla seconda guerra mondiale, ancora esistente a Trieste.
Collocata praticamente in centro città (in via Fabio Severo, per la precisione), essa è formata da due settori ben distinti: la parte costruita dagli italiani, ed adibita a rifugio antiaereo per civili, e la parte costruita dai tedeschi, di struttura completamente diversa, adibita a deposito, magazzino e, molto probabilmente, ad uffici.
Per capire l'importanza di questo manufatto sotterraneo bisogna specificare che, dopo l'8 settembre 1943, i Tedeschi crearono il cosiddetto Adriatisches Küstenland (Litorale Adriatico), un vasto territorio la cui "capitale" era, appunto, Trieste.
Essendo il centro logistico di tutte le operazioni dell'alto Adriatico, la città divenne anche sede del comando generale delle SS und Polizei in der Operationszone Adriatisches Küstenland . Comandante supremo venne nominato Odilo Lotario Globocnick - per inciso, triestino di nascita - che rispondeva del suo operato direttamente ed esclusivamente al Reichesführer SS Himmler.
Come centro nevralgico del comando SS venne scelta la zona di piazza Oberdan - Foro Ulpiano. All'interno di tale zona si trova il manufatto che ci interessa: la "Kleine Berlin". Come detto precedentemente, il complesso sotterraneo era - ed è tuttora - diviso in due settori strutturalmente diversi l'uno dall'altro.
La parte italiana è costituita da una serie di gallerie parallele collegate da altre perpendicolari, attrezzate alla meglio con panche in legno (oggi si notano solo gli incastri sul pavimento), da un vano infermeria e da uno di servizi igienici ed è servita da tre entrate che danno tutte sulla via Fabio Severo
La parte tedesca, invece, è formata da un insieme di stanzoni perpendicolari ad una lunga galleria principale (solo questo settore occupa una superficie di circa 1.000 metri quadri) ed era, all'epoca, occupata esclusivamente da truppe SS , anche perché veniva adoperata da Globocnik per raggiungere, dalla sua abitazione, gli uffici situati nel palazzo del Tribunale, senza uscire allo scoperto.
Essa era servita, in totale, da quattro ingressi: uno nel giardino della soprastante villa Ara, abitazione di Globocnick; uno negli scantinati del Palazzo di Giustizia; due, tra cui il principale, sulla via Fabio Severo. Di questi, l'unico oggi agibile è quello principale.
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