Collaborazione con l'ICS

ics acquaIl Club Alpinistico Triestino ha partecipato ad un progetto in collaborazione con l’Ics – Ufficio Rifugiati Onlus - che ha portato alla Grotta dell’Acqua 14 richiedenti asilo, 14 persone provenenti da Afghanistan, Pakistan, Nigeria, Gambia e Kosovo che per una mattinata hanno potuto immergersi nel mondo ipogeo, scoprendo bellezze che non conoscevano. Il progetto di collaborazione, nato da una proposta di Dario Gasparo e sviluppato  da Sergio Vianello, ha coinvolto anche una quindicina di scout di Viterbo, che stanno portando avanti un progetto di assistenza ai rifugiati.

Gli accompagnatori del Cat, quindi, giovedì 18 agosto si sono ritrovati a Ternova con una trentina di persone, tutti entusiasti di scoprire qualcosa di nuovo, di diverso, ma anche vogliosi di condividere con gli altri questa bella esperienza. Guidati da Sergio Dolce e Guido Bottin, sempre preziosi con le loro spiegazioni dedicate alla fauna, alla geologia e alla storia delle grotte, i “visitatori” della Grotta dell’Acqua hanno passato circa 4 ore coinvolgenti. E anche per noi e per gli scout è stato un vero piacere conoscere questi nuovi amici che arrivano da lontano, persone che hanno storie terribili alle spalle, un futuro a dir poco incerto e vivono con il peso di aver lasciato a casa affetti importanti.

Abbiamo avuto l’opportunità di conoscere la storia di Shaqi, dall’Afghanistan, un ragazzo che a Trieste ha imparato, bene, l’italiano e che sa anche il pashtu, il dari, il turco, l’arabo e l’inglese. Il suo obiettivo è lavorare come interprete, ma cerca lavoro anche come commesso, nei supermercati. E sogna un futuro nella nostra città. Grazie a lui abbiamo scoperto storie più tristi, come quella di un commerciante pakistano, scappato in una notte da casa perché i talebani volevano portarlo con loro sui monti, a combattere e uccidere. A piedi, dopo mesi in cammino, è arrivato a Trieste e ora vorrebbe mettere in salvo anche la sua famiglia: vivono a Peshawar, la città dove i talebani del Ttp hanno attaccato una scuola pubblica, frequentata da ragazzini tra i 6  e i 16 anni, uccidendone 141. Ogni giorno,  ha confessato, si sveglia con il timore che una sorte del genere possa accadere a uno dei suoi 4 figli. O quello della bella Rose, sfuggita dalla violenta ascesa del gruppo terroristico Boko Haram in Nigeria. O  di un altro giovane afghano che, candidamente, ha confessato di non essere mai andato prima in grotta perché, al suo paese, le grotte sono il rifugio dei talebani. Anna Pugliese

FOTO GALLERY

ARTICOLO DI DARIO G.

VIDEO